venti caratteruzzi

“Ma sopra tutte le invenzioni stupende qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Con qual facilità? Con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta [Galileo Galilei]

 

Devo il design di questo alfabeto agli insegnamenti e al lavoro del calligrafo inglese Ewan Clayton. Basandosi sulle ricerche del coreografo e ballerino Rudolph Laban, Clayton ha individuato otto caratteristiche nei movimenti che generano i segni. Movimenti lenti e veloci, diretti e indiretti: spingere, scivolare, torcere, fluttuare, colpire, schizzare, frustare, tremare. Il corpo e la mente sempre completamente proiettati nell’’azione.
Ho disegnato le lettere usando un pezzo squadrato di cartone pressato e inchiostro nero. Ciascun segno è l’incontro e lo scontro di due gesti: uno forte o veloce l’altro lento o leggero.
Il risultato è in una ventina di quei “caratteruzzi” con i quali giochiamo sempre volentieri.

 

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